(Agenzia Ecofin) – In linea con le sue ambizioni di trasformazione digitale, le autorità guineane puntano ad ampliare l’accesso a Internet. Secondo i dati dell’ITU, nel 2024 circa il 70% della popolazione non utilizzava il servizio.

Mag 9, 2026 | Internet | 0 commenti

La Guinea sta valutando una partnership con l’azienda britannica Open Cosmos, specializzata nella progettazione, produzione e gestione di satelliti. Questa iniziativa riflette una più ampia tendenza africana a sfruttare le tecnologie spaziali per colmare il divario digitale, ancora pronunciato, nel continente.

La questione è stata discussa mercoledì 29 aprile durante un incontro tra Souleymane Thianguel Bah (nella foto, al centro) e Abou Bakr Mourched (nella foto, a destra), responsabile dello sviluppo commerciale di Open Cosmos. Era presente anche Aminata Deen Touré (nella foto, a sinistra), direttrice generale per l’innovazione presso il Ministero. La discussione si è concentrata sulle soluzioni sviluppate da Open Cosmos per la produzione e il lancio di satelliti, nonché sulle opportunità che queste offrono in termini di connettività e raccolta dati. Il Segretario Generale ha sottolineato l’importanza strategica di queste tecnologie per migliorare la copertura digitale, in particolare nelle aree remote del Paese.

Un crescente interesse per lo spazio

Questo riavvicinamento giunge dopo che la Guinea aveva già contattato la società cinese AirSat Technology nel gennaio 2025 per avviare una collaborazione. Tale partnership mirava, in particolare, a dotare il Paese di un satellite per facilitare le trasmissioni di dati su larga scala. Tuttavia, da allora non sono stati rilasciati aggiornamenti sullo stato di avanzamento del progetto.

Questa dinamica si inserisce in una tendenza più ampia osservata in tutto il continente. Secondo la GSMA, le soluzioni di connettività aerea, compresi i satelliti, dovrebbero svolgere un ruolo chiave nel raggiungimento della connettività universale nell’Africa subsahariana.

“La regione ospita alcuni dei territori più difficili per le reti terrestri, tra cui foreste pluviali, deserti e catene montuose. Anche nelle aree rurali e scarsamente popolate, il costo e la complessità dell’implementazione di reti mobili o fisse tradizionali depongono a favore di soluzioni di connettività alternative”, sottolinea l’organizzazione nel suo rapporto “The Mobile Economy Sub-Saharan Africa 2024”. Un persistente divario digitale

Secondo i dati dell’ARTP Guinea, a metà del 2025 il 94,11% delle località guineane disponeva di una copertura di telefonia mobile adeguata. Circa il 5,89% della popolazione rimaneva non servita, di cui l’1,4% completamente privo di copertura.

L’ITU indica che la copertura 2G aveva raggiunto l’87,9% della popolazione nel 2022. La copertura 3G aveva raggiunto l’81,3% nel 2024, rispetto al 77% per il 4G.

In termini di utilizzo, l’autorità di regolamentazione segnalava 12,8 milioni di abbonamenti alla telefonia mobile a metà del 2025, pari a un tasso di penetrazione dell’89,1%. Per quanto riguarda internet mobile, si registravano 8,28 milioni di abbonamenti, pari al 57,86% della popolazione. Tuttavia, questi dati vanno precisati: ogni SIM card viene conteggiata come un abbonamento, mentre un singolo utente può averne diversi. A titolo di confronto, l’ITU stima un tasso di penetrazione del 33,3% nel 2024.

Oltre la copertura di rete

Secondo la GSMA, la connettività satellitare è una preziosa estensione delle reti terrestri, ma da sola non può affrontare la sfida dell’inclusione digitale. In Africa, il 58% della popolazione non connessa vive già in un’area coperta dalla banda larga mobile. La sfida non risiede solo nell’accesso alla connettività, ma anche, e soprattutto, nella capacità delle popolazioni di utilizzare efficacemente i servizi digitali.

L’accessibilità economica rimane un ostacolo importante. Il costo delle apparecchiature (smartphone, ricevitori satellitari) e degli abbonamenti rimane proibitivo per gran parte delle famiglie. A questi vincoli si aggiungono persistenti fattori economici e sociali, come la scarsa alfabetizzazione digitale e la mancanza di contenuti adatti alle realtà locali, che limitano la domanda.

Isaac K. Kassouwi

A cura di Sèna D. B. de Sodji

30 avril 2026

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