(Agence Ecofin) – In linea con le sue ambizioni di trasformazione digitale, le autorità guineane intendono generalizzare l’accesso a Internet. Secondo i dati dell’ITU, nel 2024 circa il 70% della popolazione non utilizzava il servizio.
La Guinea sta valutando una partnership con l’azienda britannica Open Cosmos, specializzata nella progettazione, produzione e gestione di satelliti. Questa iniziativa si inserisce in una tendenza africana che si affida alle tecnologie spaziali per ridurre il divario digitale, ancora pronunciato, nel continente.
La questione è stata affrontata mercoledì 29 aprile, durante un incontro tra Souleymane Thianguel Bah (nella foto, al centro) e Abou Bakr Mourched (nella foto, a destra), responsabile dello sviluppo commerciale di Open Cosmos. Era presente anche Aminata Deen Touré (nella foto, a sinistra), direttrice generale per l’innovazione presso il Ministero. Le discussioni si sono concentrate sulle soluzioni sviluppate da Open Cosmos per la produzione e il dispiegamento di satelliti, nonché sulle opportunità che queste offrono in termini di connettività e raccolta dati. Il Segretario Generale ha sottolineato l’importanza strategica di queste tecnologie per il miglioramento della copertura digitale, in particolare nelle aree remote del Paese.
Un intérêt croissant pour le spatial
Ce rapprochement intervient alors que la Guinée s’était déjà tournée, en janvier 2025, vers la société chinoise AirSat Technology en vue d’un partenariat. Cette collaboration visait notamment à doter le pays d’un satellite pour faciliter les transmissions de données à grande échelle. Aucune mise à jour sur l’état d’avancement du projet n’a toutefois été communiquée depuis.
Cette dynamique s’inscrit dans un mouvement plus large observé sur le continent. Selon la GSMA, les solutions de connectivité aérienne, dont le satellite, devraient jouer un rôle clé dans l’atteinte de la connectivité universelle en Afrique subsaharienne.
« La région abrite certains des terrains les plus difficiles pour les réseaux terrestres, notamment des forêts tropicales, des déserts et des chaînes montagneuses. Même dans les zones rurales et faiblement peuplées, le coût et la complexité du déploiement des réseaux mobiles ou filaires classiques plaident en faveur de solutions alternatives de connectivité », souligne l’organisation dans son rapport « The Mobile Economy Sub-Saharan Africa 2024 ».
Un crescente interesse per lo spazio
Secondo i dati dell’ARTP Guinea, si prevedeva che il 94,11% delle località guineane avrebbe avuto una copertura di telefonia mobile adeguata entro la metà del 2025. Circa il 5,89% della popolazione rimaneva non servita, di cui l’1,4% completamente privo di copertura.
L’ITU indica che la copertura 2G ha raggiunto l’87,9% della popolazione nel 2022. La copertura 3G ha raggiunto l’81,3% nel 2024, rispetto al 77% per il 4G.
In termini di utilizzo, l’autorità di regolamentazione stima 12,8 milioni di abbonamenti alla telefonia mobile entro la metà del 2025, pari a un tasso di penetrazione dell’89,1%. Per quanto riguarda internet mobile, si registrano 8,28 milioni di abbonamenti, pari al 57,86% della popolazione. Tuttavia, questi dati vanno interpretati con cautela: ogni SIM card viene conteggiata come un abbonamento, mentre un singolo utente può possedere più SIM card. A titolo di confronto, l’ITU stima un tasso di penetrazione del 33,3% nel 2024.
Oltre la copertura di rete
Secondo la GSMA, la connettività satellitare rappresenta una preziosa estensione delle reti terrestri, ma da sola non è sufficiente a risolvere la sfida dell’inclusione digitale. In Africa, il 58% della popolazione non connessa vive già in un’area coperta dalla banda larga mobile. La sfida non risiede solo nell’accesso alla connettività, ma anche, e soprattutto, nella capacità delle popolazioni di utilizzare efficacemente i servizi digitali..
L’accessibilità economica rimane un ostacolo importante. Il costo delle apparecchiature (smartphone, ricevitori satellitari) e degli abbonamenti è ancora proibitivo per una larga parte delle famiglie. Oltre a questi vincoli, fattori economici e sociali persistenti, come la scarsa alfabetizzazione digitale e la mancanza di contenuti adattati alle realtà locali, limitano ulteriormente la domanda.
Isaac K. Kassouwi
Articolo di Sèna D. B. de Sodji
5 maggio 2026
