In Africa le interruzioni di internet sono in drammatico aumento: un nuovo libro ne spiega il motivo

Giu 3, 2026 | Internet, Notizie | 0 commenti

In Africa le interruzioni di internet sono in drammatico aumento: un nuovo libro ne spiega il motivo

(The Conversation) – Tra il 2016 e il 2024, sono state imposte 193 interruzioni di internet in 41 paesi africani. Questa forma di controllo sociale è una tendenza in crescita in tutto il continente, secondo un nuovo libro ad accesso aperto. Si tratta della prima analisi comparativa in assoluto, condotta da ricercatori africani, su come gli stati africani utilizzano le interruzioni di internet e perché lo fanno.

Il libro, curato da Felicia Anthonio, attivista per i diritti digitali ed esperta di interruzioni di internet, e Tony Roberts, ricercatore nel campo digitale, offre 11 studi di caso approfonditi su interruzioni di internet imposte dallo stato. Abbiamo posto loro cinque domande al riguardo.

Cos’è un’interruzione di internet e perché avviene?

In parole semplici, un’interruzione di internet è un’interruzione intenzionale delle comunicazioni online o mobili. Di solito viene ordinata dallo stato e attuata da aziende private, provider di servizi internet o operatori di telefonia mobile, o talvolta da entrambi.

Il libro sostiene che le interruzioni di internet non sono né legali, né necessarie, né proporzionate secondo il quadro internazionale dei diritti umani. Tali interruzioni impediscono deliberatamente il libero flusso di informazioni e comunicazioni, sconvolgendo la vita sociale, economica e politica online. Pertanto, ogni interruzione di internet viola in genere i diritti fondamentali di milioni di cittadini, tra cui il diritto alla libertà di espressione, di commercio, di dibattito democratico e di partecipazione civica online.

La nostra ricerca ha esaminato casi studio provenienti da 11 paesi tra il 2016 e il 2024, rivelando che queste interruzioni vengono programmate in concomitanza con elezioni o proteste pacifiche al fine di reprimere l’opposizione politica e impedire la diffusione di informazioni online.

In Senegal, cinque interruzioni di internet a sfondo politico in soli tre anni hanno trasformato il panorama digitale del paese, privando i cittadini dell’accesso a lavoro, istruzione e informazioni sanitarie online.

Il capitolo sull’Uganda mostra come il governo abbia imposto interruzioni dei social media durante le elezioni, temendo le voci dissidenti online, tra cui quella del musicista e politico Bobi Wine.

In Etiopia, le interruzioni di internet vengono programmate in concomitanza con le proteste dell’opposizione per impedire la copertura in diretta della violenta repressione statale.

In Zimbabwe, il governo ha bloccato internet nel 2019 per reprimere le proteste antigovernative.

È preoccupante che i regimi stiano imponendo queste pratiche digitali autoritarie con frequenza crescente e impunità.

Quali sono le principali tendenze?

Il rapporto mette in guardia contro l’uso delle interruzioni di internet per mantenere il potere attraverso controlli autoritari. In tutta l’Africa, i governi ne stanno normalizzando l’uso per reprimere il dissenso, soffocare le proteste e manipolare i risultati elettorali.

Queste interruzioni stanno diventando sempre più frequenti e diffuse, passando da 14 nel 2016 a 28 nel 2024. Le conseguenze sono devastanti in un mondo sempre più connesso digitalmente.

Le interruzioni di internet stanno diventando anche più sofisticate. Le interruzioni parziali possono colpire province o siti web specifici per interrompere l’accesso alle aree controllate dall’opposizione. Negli ultimi anni, anche stati stranieri, regimi militari e parti in conflitto hanno utilizzato le interruzioni di internet come arma di guerra. Questo è stato fatto prendendo di mira e distruggendo le infrastrutture di telecomunicazione.

L’Etiopia ha registrato il maggior numero di interruzioni di internet in Africa, con 30 negli ultimi 10 anni. Queste interruzioni sono diventate una tattica statale comune nel tentativo di mettere a tacere il dissenso nelle regioni Oromo e Amhara.

Le interruzioni vengono programmate in concomitanza con la repressione delle proteste o con le operazioni militari per impedire la copertura in diretta delle violazioni dei diritti umani. L’Etiopia è un esempio lampante di come le interruzioni di internet riflettano e amplifichino interessi politici ed etnici preesistenti.

Lo Zimbabwe è uno dei tanti esempi citati nel libro per illustrare le radici coloniali delle interruzioni. Le prime interruzioni dei media in Zimbabwe furono imposte dagli inglesi, che chiusero i giornali per soffocare le richieste di indipendenza politica. Dopo la liberazione, il nuovo governo usò il proprio controllo autoritario sui media per diffondere disinformazione e limitare le richieste di giustizia e di un sistema democratico da parte dell’opposizione.